Nel nostro linguaggio corrente, le parole sono
fondamentali. Infatti tramite esse troviamo il miglior modo di comunicare,
quindi di essere compresi, dal nostro interlocutore.
Dobbiamo conoscere l’esatto significato delle parole, che
prendiamo in considerazioni, infatti a seconda di come le usiamo, e il tono che
infondiamo loro, esse possono variare in modo sostanziale il senso di un
discorso.
Naturalmente è rilevante anche il timbro d voce che
usiamo, che può essere delicato e suadente, o imperativo e lacerante.
A volte le parole possono far male più di una qualsiasi
azione, lasciando un profondo segno nel cuore di chi le ascolta. Quest’ultimo
le ricorderà per sempre, e proverà, un senso di disagio e malessere, nel
ripensare a quell’amaro discorso.
Prima di parlare bisogna misurare attentamente i vocaboli che si usano, cercando in un’occasione pungente, o dolorosa, di non essere troppo severi, ma di usare una giusta e idonea dialettica, che faccia comprendere a fondo l’osservazione, ma nello stesso tempo che non sia offensiva.
A volte si è leggeri, in queste occasioni, e si procurano, dei forti traumi a chi ascolta, generando addirittura, la fine di rapporti, che risultavano essere validi.
In linea di massima bisognerebbe sempre cercare di avere un dialogo spontaneo, sincero, possibilmente privo di ruvidità, al posto delle quali cercare un po' di ironia, che procura sorrisi, e non mette a disagio nessuno.
Del resto siamo degli esseri imperfetti, con delle
speciali peculiarità caratteriali, che ci contraddistinguono, gli uni dagli
altri, ed è logico che ognuno di noi abbia un diverso iter mentale.
Quindi accettiamo di buon grado le idee del nostro prossimo,
riservandogli il più possibile frasi gradite, e nel nostro piccolo ci sentiremo
più sereni.
@Silvia De Angelis
Ciao Silvia! quello che dici e verissimo, e quando scrivo in un'altra lingua, a volte mi chiedo: mi sto esprimendo correttamente? la parola che sto usando e quella giusta..? a volte sono un po' incerta.
RispondiEliminaQuando scrivo in francese o in polacco, vado subito su Google Translate e spero per il meglio :D
Baci.
da facebook :
RispondiEliminaFlavio Almerighi
In questa epoca di analfabetismo funzionale e tifo politico è difficilissimo, se non impossibile, scegliere le parole e confrontarsi con gli altri in modo costruttivo. Ciao Silvia
Vincent Catania
Interessante brano
Alzira Canuto
Certo é tutto che scrivi e ti dico che ho dovuto imparare a scrivere con la mano sinistra per non perdere questa opportunità che é scrivere...Anche con limitazione conunucarsi é fondamentale per mantenersi vivi! .Un abbraccio e baci e gioielli di vivere per quello che fai!....
Ringrazio gli autori dei graditi commenti
RispondiEliminaHay que tener un cuidado exquisito con las palabras.
RispondiEliminaUn pequeño error en su uso puede causar una tragedia.
Saludos.
There are definitely words we remember forever, usually for bad reasons, and if spoken by parents they can leave lifelong traumas.
RispondiEliminaPanunzi Simonetta
RispondiEliminaBrava
Buenos días, muchas razón llevas, las palabras escritas y localizadas llevan mucha carga en ellas, a veces ignoramos cuanta.
RispondiEliminaUn beso feliz día 😘
Recensione fatta dal blogger Pier Carlo Lava, sul suo blog Alessandria Today :
RispondiEliminaIl testo Parole, parole… di Silvia De Angelis, autrice e collaboratrice di Alessandria today, si colloca in quella zona sottile e necessaria della scrittura riflessiva che interroga il linguaggio non come strumento neutro, ma come atto morale, capace di incidere profondamente nelle relazioni umane. Non si tratta di poesia in senso metrico tradizionale, ma di una prosa meditativa che assume il passo del pensiero e il tono dell’esperienza vissuta.
Al centro del testo c’è una verità semplice e spesso dimenticata: le parole non sono mai innocenti. Ogni vocabolo, ogni inflessione, ogni scelta lessicale costruisce o distrugge ponti. L’autrice invita a una responsabilità del dire, a una misura del parlare che tenga conto non solo dell’intenzione di chi parla, ma soprattutto dell’effetto su chi ascolta.
Il testo procede per accumulazione etica, non per immagini poetiche: è una scrittura che convince per chiarezza e intenzione. De Angelis non cerca l’effetto, ma la consapevolezza. Ogni periodo è un invito alla riflessione sul potere trasformativo del linguaggio, sul confine fragile tra sincerità e violenza verbale.
In questo senso, Parole, parole… dialoga idealmente con una tradizione di scrittura morale e civile che va da Alda Merini (nella sua attenzione al dolore provocato dal dire) a Erri De Luca (per la responsabilità attribuita alle parole come “pesi specifici”), pur mantenendo una voce personale, quotidiana, riconoscibile.
Conclusione
In un tempo dominato dalla comunicazione rapida, dai commenti istintivi e dalle parole lanciate senza misura, il testo di Silvia De Angelis ricorda che parlare è un atto che implica sempre una scelta. E che, spesso, la vera forza non sta nel dire tutto, ma nel dire bene.
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Geo
Silvia De Angelis è una voce attiva nel panorama della scrittura riflessiva contemporanea ed è autrice di Alessandria today, testata che promuove cultura, consapevolezza e dialogo civile. Attraverso testi come Parole, parole…, la sua scrittura si inserisce in un percorso che valorizza il linguaggio come strumento di relazione, responsabilità e crescita collettiva, in sintonia con la missione editoriale di Alessandria today, da sempre attenta a collegare esperienza personale e riflessione sociale.
As palavras tem um grande poder, sim ela fere, também mágoa, precisamos tomar cuidado no que falamos, Silvia feliz quinta-feira bjs.
RispondiEliminaBoa tarde, amiga Silvia.
RispondiEliminaAs palavras são a essência da comunicação. Sem elas se torna complicado comunicar. Todavia, como diz o texto e bem. Temos que saber usar bem as palavras e o seu significado.
Excelente partilha, estimada amiga.
Deixo os votos de um bom fim de semana, com tudo de bom.
Beijinhos.
Mário Margaride
http://poesiaaquiesta.blogspot.com
https://soltaastuaspalavras.blogspot.com
I love the way you emphasize kindness, sincerity, and a touch of humor as tools to connect rather than hurt.
RispondiEliminaBoa noite, amiga Silvia.
RispondiEliminaPassando por aqui, para desejar uma feliz semana, com tudo de bom.
Beijinhos.
Mário Margaride
http://poesiaaquiesta.blogspot.com
https://soltaastuaspalavras.blogspot.com