E’ capitato a tutti noi di essere incappati in una malattia o in un incidente e, sebbene dopo un periodo di tempo più, o meno lungo, si è ritornati in perfetta salute, o quasi, il timore di una fragilità latente fa spesso capolino nel profondo.
Perché avviene ciò? Le motivazioni sono svariate, e non semplici da spiegare, ma risiedono soprattutto nella nostra anima, sempre in cerca di un equilibrio stabile, così difficile da raggiungere nei vari frangenti della vita, così imprevedibile.
La buona salute è fondamentale nel nostro percorso, perché essa ci permette di condurre un’esistenza sana, e completa di tutti quegli attributi indispensabili, necessari ad un andare quanto meno soddisfacente.
Purtroppo il nostro organismo è più delicato di quanto si possa pensare, e talvolta anche per una malattia banale, si possono avere, delle ricadute, che portano a giornate spiacevoli, al di fuori della nostra portata mentale.
La mente è strettamente collegata al corpo, e talvolta non si dimostra una buona consigliera, accentuando il pensiero di un malessere, che in via di risoluzione stenta ad allontanarsi del tutto da noi.
La positività, pulsione fondamentale, per la risoluzione di qualsiasi male, non sempre si dimostra nostra alleata, e seppur necessaria, sembra così difficile da raggiungere in alcuni frangenti di particolare debolezza, in cui ci sentiamo in balia, di un benessere, quasi irraggiungibile.
Anche alcuni medici, talvolta, non sono di grande aiuto coi loro atteggiamenti di accentuata severità, e carichi eccessivi di medicinali, non sempre idonei ad una risoluzione ottimale del problema.
Credo che la cosa migliore, sia avere tanta fiducia in noi stessi, e nella nostra capacità di ripresa, pazientando, senza smaniare, cercando di dare al corpo il tempo necessario per una vera e propria rinascita, che arriverà certamente.
@Silvia De Angelis
