A volte ci chiediamo perché tante persone, con cui avevamo un rapporto di amicizia più o meno piacevole, si siano dileguate dal nostro percorso nel tempo. Alcune addirittura spariscono improvvisamente, dopo poche battute colloquiali, seppur piacevoli…
Col tempo ho imparato a non pormi più questa domanda e, soprattutto, a non cercare di entrare nella mente del prossimo, talvolta così instabile nei suoi comportamenti sociali.
È vero che ognuno di noi percepisce le relazioni in modo diverso, e che fraintendimenti, incomprensioni inspiegabili o battibecchi possono accadere, anche senza volerlo. È difficile oggi avere rapporti lineari e tranquilli con gli altri, considerando le sfumature nel dialogo, nelle abitudini di vita e il bagaglio personale che ciascuno porta con sé e che influisce inevitabilmente sulle interazioni.
Si tengono strette le amicizie solide, quelle in cui si parla apertamente, nate dalla fiducia accumulata nelle stagioni, dal cercarsi reciprocamente, che genera certezza e affidabilità. Esistono però persone che si mostrano disponibili e piene di promesse all’inizio: queste, spesso, spariscono, lasciandoci con punti interrogativi a cui non possiamo dare risposta…
E forse è proprio questo il punto: non tutto deve restare, e non tutto ha bisogno di una spiegazione per aver avuto senso. Ciò che conta davvero sono le connessioni autentiche, quelle che resistono al tempo e al silenzio perché hanno radici profonde. Tutto il resto è passaggio, un’eco che ci attraversa, ci insegna e poi svanisce, lasciandoci più consapevoli, più forti e più selettivi nel cuore.
@Silvia De Angelis