mercoledì 29 aprile 2026

LA PAURA SOTTILE

 



E’ capitato a tutti noi di essere incappati in una malattia o in un incidente e, sebbene dopo un periodo di tempo più, o meno lungo, si è ritornati in perfetta salute, o quasi, il timore di una fragilità latente fa spesso capolino nel profondo.

Perché avviene ciò?  Le motivazioni sono svariate, e non semplici da spiegare, ma risiedono soprattutto nella nostra anima, sempre in cerca di un equilibrio stabile, così difficile da raggiungere nei vari frangenti della vita, così imprevedibile.

La buona salute è fondamentale nel nostro percorso, perché essa ci permette di condurre un’esistenza sana, e completa di tutti quegli attributi indispensabili, necessari ad un andare quanto meno soddisfacente.

Purtroppo il nostro organismo è più delicato di quanto si possa pensare, e talvolta anche per una malattia banale, si possono avere, delle ricadute, che portano a giornate spiacevoli, al di fuori della nostra portata mentale.

La mente è strettamente collegata al corpo, e talvolta non si dimostra una buona consigliera, accentuando il pensiero di un malessere,  che in via di risoluzione stenta ad allontanarsi del tutto da noi.

La positività, pulsione fondamentale, per la risoluzione di qualsiasi male, non sempre si dimostra nostra alleata, e seppur necessaria, sembra così difficile da raggiungere in alcuni frangenti di particolare debolezza, in cui ci sentiamo in balia, di un benessere, quasi irraggiungibile.

Anche alcuni medici, talvolta, non sono di grande aiuto coi loro atteggiamenti di accentuata severità, e carichi  eccessivi di medicinali, non sempre idonei ad una risoluzione ottimale del problema.

Credo che la cosa migliore, sia avere tanta fiducia in noi stessi, e nella nostra capacità di ripresa, pazientando, senza smaniare,  cercando di dare al corpo il tempo necessario per una vera e propria rinascita, che arriverà certamente.

@Silvia De Angelis

martedì 14 aprile 2026

I POLEMICI

 


L’epoca in cui viviamo è coinvolta in modo eccessivo sulla polemica. Si fa polemica su qualsiasi cosa avvenga nelle nostre giornate.

I social hanno permesso di accentuare “questo dire controcorrente”, infatti qualsiasi persona si sente “quasi obbligata” ad esprimere la propria opinione (anche se non valida), sul proprio profilo.

Anni fa questo episodio, di non accettazione, avveniva raramente e su eventi importanti….adesso di qualsiasi argomento si tratti, si cerca di far in modo di smitizzarlo con parole, anche fuori luogo, per rendere più incisiva la propria idea.

Queste persone non si rendono conto di creare una gran confusione, e incertezza mentale, su chi ascolta. Infatti gli individui, bersagliati da una serie di notizie molto contrastanti, entrano in uno stato mentale ingarbugliato, dal quale è difficile, liberarsi, e affrontare il discorso di che trattasi in modo obiettivo.

Come sarebbe bello se le persone, parlassero a dovere, solo se interpellate, evitando pesanti critiche su qualsiasi tema si presenti alla ribalta.

Purtroppo pare sia troppo bello contrastare gli altri, cercando di affossarne le idee per mettere in evidenza le proprie, anche se ingiustificate…

Una moda, questa, che avanza in modo esponenziale e che rischia di complicare, ulteriormente, la situazione generale, già molto problematica.

Infatti la poca riflessione sulle conseguenze del “parlare troppo e a sproposito” potrebbe avere delle conseguenze gravi, e da non sottovalutare.

@Silvia De Angelis 

martedì 7 aprile 2026

RADICI PROFONDE, ECHI FUGACI




 A volte ci chiediamo perché tante persone, con cui avevamo un rapporto di amicizia più o meno piacevole, si siano dileguate dal nostro percorso nel tempo. Alcune addirittura spariscono improvvisamente, dopo poche battute colloquiali, seppur piacevoli…

Col tempo ho imparato a non pormi più questa domanda e, soprattutto, a non cercare di entrare nella mente del prossimo, talvolta così instabile nei suoi comportamenti sociali.

È vero che ognuno di noi percepisce le relazioni in modo diverso, e che fraintendimenti, incomprensioni inspiegabili o battibecchi possono accadere, anche senza volerlo. È difficile oggi avere rapporti lineari e tranquilli con gli altri, considerando le sfumature nel dialogo, nelle abitudini di vita e il bagaglio personale che ciascuno porta con sé e che influisce inevitabilmente sulle interazioni.

Si tengono strette le amicizie solide, quelle in cui si parla apertamente, nate dalla fiducia accumulata nelle stagioni, dal cercarsi reciprocamente, che genera certezza e affidabilità. Esistono però persone che si mostrano disponibili e piene di promesse all’inizio: queste, spesso, spariscono, lasciandoci con punti interrogativi a cui non possiamo dare risposta…

E forse è proprio questo il punto: non tutto deve restare, e non tutto ha bisogno di una spiegazione per aver avuto senso. Ciò che conta davvero sono le connessioni autentiche, quelle che resistono al tempo e al silenzio perché hanno radici profonde. Tutto il resto è passaggio, un’eco che ci attraversa, ci insegna e poi svanisce, lasciandoci più consapevoli, più forti e più selettivi nel cuore.

@Silvia De Angelis

NUOVE IDEE

  Vi sono alcuni periodi  in cui il malessere sia fisico che mentale sembra imperversare su passi di vita. Non è certamente facile, in quei...