martedì 31 marzo 2026

LA CALMA

 


All’alba di ogni giorno ci cingiamo di presupposti positivi per realizzare i migliori progetti, nell’arco della giornata…..ma poi l’iter delle ore, che vanno, riservano contrattempi e intralci di vario genere, che spesso tramutano il nostro ottimismo in malumore.

Credo sia proprio un’avventura, la vita, e mai riusciremmo a immaginare quanto essa, abbia in serbo per noi.

Ognuno di noi reagisce in modo diverso ai temporali d’esistenza, adottando il tipo di atteggiamento che rispecchia quella serie di caratteristiche dovute alla personalità, all’ambiente in cui si è vissuti e all’esperienza accumulata fino a quel momento.

Non sempre si riesce a mantenere un self control di fronte a una problematica, e l’istinto immediato, trasmette quel forte pensiero, che avrebbe la presunzione di risolvere tutto in un tempo brevissimo. Purtroppo non è sempre così.

Allora intervengono la forza d’animo e la speranza, alleate incredibilmente utili in queste situazioni, senza le quali saremmo davvero spiazzati e con pochissime risorse. Ma l’amica migliore, in questi frangenti d’esistenza è la calma. Essa infatti ci aiuta a ragionare, e ad affrontare con obiettività, quanto ci sta accadendo e a trovare il miglior sistema, per uscire indenni, da un momento particolarmente ombroso….

@Silvia De Angelis

martedì 24 marzo 2026

COMPORTAMENTI


 

Nel nostro andare di vita succede, che alcune situazioni, nel corso del tempo abbiano a ripetersi.

Forse è diversa la loro intensità, ma il contenuto resta improrogabilmente invariato.

Probabilmente questi eventi così simili tra di loro, hanno un denominatore comune : il nostro modo di agire, che porta a delle conclusioni, quanto meno, scontate.

Noi non ce ne rendiamo conto, ma la nostra indole, unita al carico di esperienza vissuta, sconfina in degli atteggiamenti, che diventano un luogo comune….e in certo senso ci troviamo alla mercè degli altri, che conoscendoci, hanno la possibilità di interferire,  nel nostro percorso.

Noi ci sbalordiamo, ogni volta, di questi accadimenti, quando in realtà, non dovremmo assolutamente farlo, ponendo invece delle profonde riflessioni sul nostro modo di agire nei dintorni.

Talvolta seguiamo il nostro istinto, altre cerchiamo di misurare le nostre azioni, ma in fin dei conti il risultato rimane più o meno lo stesso. Infatti credo sia molto difficile cercare di modificare, in qualche modo, la nostra forma mentis, che risulta profondamente radicata in noi.

Qualche volta, forse, bisognerebbe improvvisarsi, cambiando le gesta, per vedere se si ottengono degli esiti migliori, soprattutto a contatto con la collettività. Solo così si riuscirebbe ,forse, a comprendere qual è il tipo di comportamento migliore.

@Silvia De Angelis 


martedì 17 marzo 2026

NELLA SERA

 


Si fa forte il buio, accennando lentamente la sua oscurità e avvolgendoci in un manto
caldo di pensieri intensi…quelli della giornata appena sfuggita al nostro vivere coi suoi 
coinvolgimenti e le sue pecche, che lasciano un velo di nebbia sulla nostra coscienza.

Il giorno a seguire sarà più nitido e  una nuova trasparenza sbiadirà quei colori opachi che, in qualche modo hanno ossidato il nostro volere….

Nel frattempo il letargo notturno si fa strada in noi, catturando le impressioni  immagazzinate  nel tempo e imprimendogli, una pennellata di originalità, per renderle più efficaci ed espressive.

Eccoci immersi in una dimensione senza limiti ove possiamo anche volare, diventare invisibili,
e coniugare tutti quei desideri, accovacciati nel profondo, che nel reale siano del tutto
improponibili per la loro mancanza di efficacia…..e al primo albore siamo­­­­ piacevolmente frastornati, come se ci fossimo ricaricati di una particolare  energia, che ci fa intravedere nuove sfumature d’esistenza, le più nascoste, capaci di ampliare l’ottica del nostro pensiero mentre 
inizia “a camminare” sull’asfalto della vita….

@Silvia De Angelis

 

martedì 10 marzo 2026

CONTATTI UMANI

 



I contatti con gli altri esseri umani ci aiutano sicuramente, a vivere in più armonia con noi stessi. 

Infatti se ci isolassimo, in un mondo solo nostro, finiremmo per perdere di obiettività anche nella dimensione della stessa vita.

Colloquiare, esporre i nostri pensieri e i  punti di vista, con gli altri, è un modo per ampliare le nostre vedute, e per porre dei termini di paragone, all’andamento d’esistenza.

Infatti ogni persona ha il suo carattere, le sue abitudini e sceglie le varie opzioni del percorso in un ambito strettamente personale, che si discosta da quello degli altri.

Nella nostra società i contatti personali si limitano a conoscenze superficiali, nell’ambito della giornata, eccetto quelle strette amicizie, consolidate da anni, con le quali si ha un rapporto più intenso e approfondito.

Forse alcuni anni fa gli individui  erano più loquaci tra di loro, anche fra vicini di casa, oggi ci si limita al saluto e si evitano confidenze, che in qualche modo potrebbero imbarazzare nel corso del tempo a venire.

Anche l’avvento di internet, mezzo di comunicazione diffusissimo, ha contribuito a rendere più effimeri, e scarni, i contatti umani che si limitano a messaggi sul web o sul telefonino per abbreviare i tempi, e per evitare lunghe conversazioni, che, a volte, non si vorrebbero intraprendere del tutto.

Insomma nel tempo che va mutano gli atteggiamenti dell’uomo, spinto anche da una tecnologia veloce, e invasiva, che talvolta oltre a tanti vantaggi, contribuisce a portare scompenso nei rapporti umani.

@Silvia De Angelis 

martedì 3 marzo 2026

M A N I

 




Difficilmente, ci soffermiamo col pensiero, sul valore delle nostre mani…


Mani utilissime per la nostra gestualità quotidiana, e per la dimensione epidermica del toccare, sensazione fondamentale per la comprensione tattile dei vari oggetti, o altro.


Muovere agilmente le dita, avvertire il gelo, sfiorando un fiocco di neve, premere sui tasti del nostro computer per comunicare o leggere informazioni…quante cose ci permettono questi preziosi arti!


Ognuno di noi ha una peculiare forma delle proprie mani..affusolata, tozza, o minuta e probabilmente la loro sagoma, rispecchia, anche in parte, qualche aspetto della personalità.
Antichi testi si soffermano sulla lettura del destino, riportata sulle linee interne della mano, e talvolta, questa tesi sembra rispecchiare davvero un percorso di vita più o meno lungo.

Alcuni anni fa, in seguito ad un infortunio, sono stata privata, per un periodo, dell’uso di entrambe le mani. Solo allora mi sono resa veramente conto della grave menomazione subita.
Nell’arco della giornata dipendevo da tutti per qualsiasi azione, e per cercare di essere autosufficiente, provavo ad usare altri organi del corpo, per sostituire l’uso delle mani, ma con risultati molto deludenti.

Fu in quel tempo sospeso che compresi quanto esse siano il nostro primo strumento di libertà. Senza mani, anche il gesto più semplice — vestirsi, mangiare, aprire una finestra, accarezzare il volto di chi amiamo — diventa un’impresa. Ci si sente improvvisamente fragili, come se una parte della propria identità fosse stata messa a tacere.

Le mani, infatti, non sono soltanto strumenti funzionali: sono veicolo di relazione. Con esse salutiamo, stringiamo, confortiamo. Una mano tesa può sollevare non solo un corpo, ma anche un’anima affranta. Una carezza può sciogliere tensioni che le parole non riescono a scalfire.

Sono le mani a trasformare il pensiero in azione: scrivono, modellano, cucinano, creano. Danno forma concreta a ciò che nasce invisibile nella mente. Ogni opera dell’ingegno umano passa attraverso le dita, come se il cuore, trovasse nelle mani, la sua traduzione più fedele.

Quando ho riacquistato il loro uso, ho provato una gratitudine nuova, quasi commossa. Guardavo le mie mani con occhi diversi: non più semplici compagne silenziose, ma preziose alleate della mia autonomia e della mia dignità.

Da allora, ogni gesto — anche il più banale — ha assunto un valore diverso. Lavarmi il viso, sfogliare un libro, intrecciare le dita in un momento di raccoglimento… tutto mi appare come un piccolo dono quotidiano.

Forse dovremmo fermarci più spesso a osservare le nostre mani. Portano i segni del tempo, raccontano fatiche, successi, cadute e riprese. Sono testimoni discreti della nostra storia. E, mentre il volto può nascondere emozioni, le mani spesso le rivelano, con un tremito lieve o una stretta più intensa.

Le mani, in fondo, sono il prolungamento visibile del cuore. Sta a noi scegliere se usarle per costruire, per proteggere, per amare.

@Silvia De Angelis

Inizio modulo

 

Fine modulo

 

I POLEMICI

  L’epoca in cui viviamo è coinvolta in modo eccessivo sulla polemica. Si fa polemica su qualsiasi  cosa avvenga nelle nostre giornate. I ...