Eccoci quasi giunti al fatidico Natale. Una festività, in
parte coloratissima nei suoi speciali gingilli e addobbi, molto malinconica, dall’altra
perché avvicina il pensiero a quegli anni molto addietro, in cui questa festività si
trascorreva insieme ai propri cari, ora scomparsi.
E’ inevitabile che la mente torni a quelle remote
giornate festaiole, in cui ci si riuniva fra grandi e piccoli, per rendere ancora più prezioso l’affetto che univa
tutti, rafforzato dallo scambio di regali di vario genere, che
poi sarebbero divenuti “cimeli” in stagioni a venire.
Quel verdissimo abete, ornato a festa, con le sue
psichedeliche luci e i suoi magici ornamenti trasmette un profondo senso di allegria ed è,
insieme a un piccolo presepe, la rappresentazione più sentita di questo scenario di
fine dicembre.
La città si presenta più caotica di sempre, imbellettata
d’ornamenti argentati e, nelle notti di luna, il riflesso di alte luminarie,
sembra arrivare quasi alle stelle.
Individui felici ed altri tristissimi, ognuno vive questo
periodo dell’anno in modo diverso, trascinando con sé consapevolezze delle stagioni
che corrono, ed episodi che hanno segnato respiri di vita, sperando, in cuor suo,
che Cristo, con la sua nascita porti benessere e serenità
@Silvia De Angelis 2018


